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Il documento qui presentato rappresenta una delle molteplici iniziative realizzate dalla cooperativa CoopbBelforte, finalizzate a sensibilizzare la comunità sulla necessità di recuperare e valorizzare il castello di Belforte. Attraverso eventi, incontri e attività di coinvolgimento, la cooperativa ha lavorato instancabilmente per promuovere la consapevolezza dell'importanza storica e culturale di questo patrimonio, invitando i cittadini a partecipare attivamente alla sua salvaguardia. La documentazione raccolta testimonia l'impegno collettivo e la passione che animano il nostro progetto, con l'obiettivo di restituire al castello il ruolo centrale che merita nella storia della nostra città.
Trascorso il 1700, secolo della grande Maria Teresa imperatrice dei Romani e ottima "geometra" del Ducato di Milano, di Francesco III d'Este Duca di Mutina. (Modena), prime feudatario del Borgo nostro ecc. ecc., del Congresso di Varese per la rettifica dei confini fra il Ducato di Milano ed il territorio Svizzero, si entra nel XVII secolo altrettanto zeppo di avvenimenti e personaggi famosi.
Na lasciamo la Storia agli storici e consideriamo questo secolo per quanto ci riguarda strettamente, oltre che per il poco spazio concesso all'argomento.
Detto secolo è, non solo per Varese, il secolo del bum edilizio religioso e civile.
Un grande avvenimento socio-religioso le provoca, la Controriforma.
Sorge con notevole ed entusiastico concorso di popolo la “Fabrica delle Cappelle del Sacro Monte" progettata e diretta dall'architetto varesino Giuseppe Bernascone.
Si ristrutturano anche le chiese del Borgo e se ne costruiscono di nuove, l'edilizia civile è in pieno sviluppo, con qualche inevitabile danno alle sopravvivenze architettoniche medievali.
Nuovi palazzi nobiliari (allora chiamati semplice mente "case con l'aggiunta del "casato" del proprietario), stupendi giardini nelle castellanze" e ricchi orti tra la riva del Vellone e le case, piazze, stradoni (viali) con prospettive monumentali inserite nel magnifico verde dei parchi padronali.
Rigogliose erano le arti e le scienze con una tradizione tutt’altro che superficiale e al di sopra di ogni pur valido argomento, il tenace orgoglio di territorio libero.
Quella libertà concessa da Caro V nel 1500 e confermata poi “Pilippo II, Pilippo IV infine da Maria Teresa re di Spagna e duchi di Milano i primi trè, regina di Germania ecc. ecc. l’ultima.
Francesco III d'Este duca di Mutina (Modena) fu il primo feudatario assegnato a Varese dalla grande regina
Sicuramente realizzato da mente e mano esperta non può che far meditare tutti sul lungo tempo di abbandono e sui serio proposito della sua doverosa conservazione per l'educazione dei nostri figli ad un bello concetto nel significato più attuale ed efficace della parola.